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730 precompilato, altro mal di pancia per la classe medica

fnomceoE’ un’ammissione di resa la Circolare N°79pdf che la Presidente FNOMCeO Roberta Chersevani (nella foto con il presidente CAO Giuseppe Renzo) ha inviato ieri, martedì primo dicembre, ai presidenti OMCeO e CAO in tema di obblighi per medici e dentisti legati al 730 precompilato.

 

 

“La riposta della politica è stata chiara: il 730 precompilato non deve e non può subire ritardi, quindi non abbiamo trovato alcuna disponibilità al rinvio della scadenza”, scrive il presidente FNOM dopo aver elencato tutte le iniziative intraprese per cercare di semplificare la norma che impone a medici e dentisti di inviare entro il 15 gennaio 2016, attraverso il Sistema tessera Sanitaria, le spese sostenute da ogni singolo paziente nel 2015.

 

“Tutto il mondo politico -spiega il presidente Chersevani- vede nel 730 precompilato un passaggio fondamentale nei processi di digitalizzazione del Paese, anche a costo di porre compiti impropri a carico dei professionisti della salute, senza tener conto delle potenzialità organizzative concrete dei nostri studi”.

 

Forse per questo la politica è stata insensibile alle richieste della FNOMCeO avanzate fin dal maggio scorso attraverso contatti formali ed informali in cui sono state segnalate le criticità di una norma che complica, e non di poco, la gestione dello studio medico ed odontoiatrico dei liberi professionisti. Neppure le due audizioni nelle Commissioni parlamentari competenti sono riuscite non solo a convincere la politica di ritornare sui propri passi ma neppure a fare modificare le criticità oggettive della norma evidenziate dai rappresentati della FNOMCeO.

Se per quanto riguarda l’obbligo e sanzioni le richieste avanzate da medici e dentisti sono passate inascoltate, il presidente Chersevani sottolinea la disponibilità della politica di “graduare diversamente le sanzioni relativamente agli invii effettuati nel corso del 2016 per i quali la sanzione risulterebbe ridotta alla metà solo nei casi di omessa o tardiva trasmissione”. Altra richiesta presa in considerazione, stando a quanto scrive il presidente FNOMCeO, “quella di abolire lo Spesometro per le spese già oggetto di comunicazione telematica, anche perché si sarebbe trattato di una inutile duplicazione”.

Aperture, però, come ricorda la stessa Chersevani “, dovranno essere concretizzate con provvedimenti specifici in tal senso”.

Provvedimenti che potrebbero essere inseriti già nella legge di Stabilità in discussione in questi giorni dal Parlamento.

 

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