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Camera dei Deputati: Audizione V ^ Commissione

cameraSi e’ tenuta in data odierna una audizione della V^ Commissione della Camera, alla quale erano state invitate anche le  rappresentanze sindacali mediche, su:” La sfida della tutela della salute tra nuove esigenze del sistema sanitario e obiettivi di finanza pubblica”.

  

  

Le posizioni dello SNAMI sono state illustrate dal Vice Presidente Nazionale Pasquale Orlando e le trovate di seguito.

  

Lo Snami, come sindacato rappresentante dei medici di medicina generale, nel quadro della difesa della professionalitá e della dignitá dei medici, suo scopo statutario , ha sempre portato avanti le giuste rivendicazioni della categoria che rappresenta, senza mai perdere di vista il quadro generale del SSN e dei suoi principi informatori , quali la universalitá , la libertá di scelta del cittadino e la sua sostenibilitá.

  


Siamo consapevoli che il momento congiunturale, con le conseguenze derivanti dai necessari aggiustamenti economici e programmatori , impone scelte di politica sanitaria che , nel quadro del nuovo titolo V della Costituzione, potrebbero mettere in discussione l’erogazione dei Lea, soprattutto laddove ci sono piani di rientro.


 Sia chiaro che lo Snami non ritiene che i medici possano essere , a qualsiasi titolo, chiamati a rispondere di tale situazione, frutto, a nostro avviso, di errori di programmazione e gestione che , nei confini del nostro sistema sanitario così come programmato dalla 833/78 e successive modifiche, sono da ascrivere solo e soltanto al momento politico. I medici del SSN, in particolare i medici di medicina generale, sono quelli che pagano, in termini di mancato adeguamento dei loro costi di gestione e in termini di disponibilità immediata nel rispondere ai bisogni di salute dei cittadini, il maggior peso, sia in termini professionali che economici di tale congiuntura.


 Questa situazione, dal nostro punto di vista, sta comportando, da un lato,un maggior onere professionale con una crescente burocratizzazione della professione , attuata da una miriade di disposizioni di legge, sia nazionali che regionali , e , dall’altro, un costante clima di incertezza normativa, soprattutto nelle regioni sottoposte a rientro finanziario, che ha creato un disagio profondo nell’esercizio dell’attivitá medica effettiva. Infatti, i medici di medicina generale, restando, nonostante tutto, l’unico presidio liberamente accessibile ai cittadini, soffrono la carenza di risposte efficaci ed efficienti che il SSN non riesce a garantire e si ritrovano, ogni giorno, alle prese con questo quadro di crescenti difficoltà operative. A questo quadro va aggiunto la desospedalizzazione , attuata per la razionalizzazione del SSN, che, soprattutto nelle regioni sottoposte a rientro, aggiunge ulteriori difficoltá, vista la carenza drammatica, in al una realtá, di qualsiasi programmazione territoriale, adatta ad accogliere le conseguenze , in termini di assistenza, di questa scelta.


 Lo Snami non si tira indietro e, consapevole di questa realtá, ha, in linea con quanto indicato dalle varie riforme ( dalla 502/92 e smi) , elaborato una sua strategia che potrebbe dare una risposta , efficace, a questa esigenza, senza ulteriori costi per il SSN , ma che potrebbe rendere il territorio capace di affrontare tale sfida.


 Noi poniamo al centro di questa risposta la medicina generale, in un quadro di rivalutazione e collaborazione effettiva con gli operatori sanitari che, giá oggi operano nel territorio, e cioè gli specialisti e gli infermieri.
 Secondo noi, ma anche secondo tutti i recenti sondaggi di opinione fra i cittadini , la medicina generale, e segnatamente, i medici di famiglia, con il loro studi sono una risorsa importante per il SSN. Basta pensare solo alla diffusione e capillarità degli ambulatori che sono , in questo modo, vicini ai cittadini, anche fisicamente. Il nostro Paese, infatti, é composto per la maggior parte di comuni con abitazioni sparse e di piccole realtá, spesso in zone isolate dove arrivano, magari solo i medici. Tutto ció, in un quadro di invecchiamento della popolazione non puó andare disperso. Esistono, poi, anche le realtá metropolitane, dove le criticitá sono di diversa natura, ma che, essenzialmente soffrono delle stesse problematiche di carenza di strutture intermedie e di accesso alle cure.
 Ebbene lo Snami, partendo da questa ricchezza ( la capillarità degli studi medici) e dalla strutturazione del SSN i distretti sanitari, ha individuato nel distretto stesso e sulla “rete” di ambulatori del medici di famiglia , il centro sul quale far ruotare ed organizzare l’assistenza territoriale che si dovrá far carico delle esigenze di assistenza derivante dalla deospedalizzazione, consapevole che altre organizzazioni territoriali, pur avendo lo stesso obiettivo, allontanerebbero dai cittadini gli ambulatori dei propri medici con la creazione di un nuovo disagio rappresentato dalla difficoltá di accesso anche al proprio medico di fiducia e sarebbero piú costose in termini di attuazione.
 Dunque l’organizzazione dovrebbe ruotare, secondo lo Snami, attraverso una riorganizzazione dei distretti sanitari che dovrebbero garantite l’apertura di poliambulatori, aperti h24, dove durante il giorno sarebbero disponibili medici di medicina generale che attuerebbero degli ambulatori dedicati ai propri assistiti cronici (diabete, ipertensione, BPCO ecc) in collaborazione con gli specialisti operanti in essi e, assieme alla Continuitá assistenziale , garantirebbero anche le eventuali urgenze differibili ( i cosiddetti codici bianchi ). In questo modo tali presidi distrettuali, presso i quali si potrebbero attrezzare anche degli ambulatori per le urgenze – emergenze, funzionalmente integrati ai dipartimenti di emergenza ed accettazione (Dea) , per il trattamento delle urgenze di livello medio, gestiti dal personale medico ed infermieristico del 118, sarebbero una risposta efficace , efficiente ed economicamente sostenibile alla sfida che attende il territorio.
 Questo sistema, semplice, che organizza quello che giá c’é sul territorio, risolverebbe, a nostro avviso, sia il problema degli ambulatori strutturati capillarmente sul territorio, sia la gestione delle urgenze differibili (codici bianchi). Inoltre permetterebbe una gestione efficace e coerente con le risorse disponibili, della cronicitá, atteso che i medici di medicina generale potrebbero programmare in maniera ottimale l’assistenza ambulatoriale e, al contempo, con la partecipazione integrata della Continuitá assistenziale ed del personale infermieristico qualificato, garantirebbero un accesso all’Assistenza domiciliare a tutti quei cittadini che ne avessero bisogno, vuoi per necessità di carattere sanitario che socio-sanitario. I medici della medina generale, potrebbero, in un sistema cosí razionalizzato , prestare una piú attenta ed efficacia assistenza presso le strutture intermedie (RSA, ecc) e gestire ricoveri temporanei negli ospedali di comunitá per quei pazienti che , non avendo necessitá stretta di ricovero ospedaliero non posso
no neppure ricevere a domicilio delle prestazioni che richiedono attento monitoraggio e l’esecuzione di semplici manovre strumentali , in accordo con le linee guida in materia, sempre in collaborazione con gli specialisti del territorio, laddove ce ne fosse bisogno che con gli infermieriAffianco a questa organizzazione ci vorrebbe solo una corretta messa in rete dei dati sanitari e un efficace protocollo per la trasmissione dei referti clinici e di consulenza, secondo il modello della “telemedicina”.
 Altro tassello importantissimo é rappresentato dalla de burocratizzazione dell’atto medico che dovrebbe passare, secondo noi, attraverso un uso piú appropriato del sistema della tessera sanitaria , annotando su di essa tutti i dati di carattere burocratico del cittadino (esenzioni ecc) che il cittadino esibirebbe all’atto della richiesta della prestazione sia in farmacia che negli ospedali. Il medico dovrebbe solo,preoccuparsi di compilare la ricetta secondo quanto ritiene utile per la salute del proprio assistito, naturalmente tenendo conto delle leggi vigenti in materia di prescrizione. Allo stesso modo, per evitare inutili, disagi, tutti i medici operanti per il SSN dovrebbero, ciascuno per la propria parte, poter compilare le ricette del SSN.
 Pochi e semplici suggerimenti che da sempre diamo, ma che, per loro semplicitá, sembrano non essere ascoltati.
 Speriamo, vivamente, che in questa occasione si tenga conto , fondamentalmente, di una voglia di partecipare alla risoluzione di un problema e si prenda atto che la Medina generale, non solo é in forte disagio, ma che, nonostante tutto, essa é disposta ad assumersi le proprie respinsabilitá. Purché non si perda di vista il suo valore aggiunto che ne ha fatto il sistema piú apprezzato in Italia ed in Europa. Cioé il rapporto di fiducia con i cittadini e la sua vicinanza ad essi con la capillaritâ degli ambulatori che nessuna nuova ristrutturazione potrá mai dare.

  

  

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