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Modificato il05/05/2014

Caos nella C.A. Molisana

guardiamedica(Termoli on line )TERMOLI. In subbuglio il mondo della guardia medica molisana. Una riforma dell’organizzazione con cui vengono assegnati gli incarichi di continuità assistenziale andrà in vigore dal primo giugno e decine e decine sono i medici che pur lavorando da precari fino ad ora rischiano di rimanere al palo. Un gruppo di professionisti, sebbene non ancora costituito in associazione o comitato, ha messo alla berlina questa modifica.

 



“Recentemente si è appresa la sconcertante notizia che la Regione Molise, su richiesta di alcuni dottori di Guardia Medica, abbia proposto all’Asrem una modifica radicale nell’attribuzione degli incarichi provvisori di Continuità Assistenziale.

 



Attualmente tali incarichi hanno una durata trimestrale e i medici vengono reclutati da una graduatoria aziendale in cui la residenza nella Regione Molise gioca un ruolo molto importante.

Alla scadenza dell’incarico è previsto un mese di sospensione dal lavoro che, a sua volta, viene assegnato ad un altro medico in graduatoria. Questo sistema garantisce a centinaia di medici di lavorare con una certa regolarità.

Improvvisamente questa metodica di attribuzione degli incarichi pare non essere più adeguata (nonostante valida da anni anche in altre regioni: Campania, Basilicata, Umbria, Marche e Abruzzo, solo per citarne alcune) e gli incarichi di sostituzione avranno una durata di 12 mesi già dal 1° giugno!

Per le nomine verrà utilizzato un elenco predisposto dall’Asrem contenente sia i Medici iscritti alla Graduatoria Unica Regionale sia gli quelli non iscritti che abbiano dato la loro disponibilità.

Il motivo di tutto ciò?

La Regione Molise ritiene che l’attuale sistema non garantisca una “adeguata qualità e stabilità di prestazioni sanitarie”.

Ma vediamo cosa comporterebbe questa modifica:

1) gli incarichi, di numero limitato (circa 50), sarebbero assegnati ai medici che occupano i primi posti in graduatoria tagliando fuori quelli che occupano le posizioni inferiori (sono all’incirca 400) che per un anno intero non lavorerebbero affatto e quindi non potrebbero accumulare punteggio. Ne consegue che, qualora venisse bandito un concorso in ambito sanitario tali medici sarebbero enormemente penalizzati.

2) non è chiaro quale scenario si aprirebbe alla scadenza del 12° mese di incarico: la graduatoria potrebbe scorrere o ripartire dall’inizio. Questa seconda ipotesi cristallizzerebbe la graduatoria ovvero lavorerebbero sempre 50 fortunati medici mentre gli altri non lavorando più e non potendo più fare punteggio diventerebbero dei disoccupati perenni costretti a lasciare il Molise per cercare lavoro altrove. Una vera e propria diaspora!!

3) le nuove attribuzioni taglierebbero fuori da ogni forma di incarico i Medici di Medicina Generale in Formazione presso la Regione Molise che trovano nelle sostituzioni di Guardia Medica l’unica occasione di confronto con il lavoro sul territorio e l’unico modo, compatibile con il corso, per integrare l’esigua borsa di studio percepita. A tal proposito infatti, Colaneri-Coordinatore Regionale del Settore Formazione di Fimmg – ha espresso con fermezza una posizione contraria a tali cambiamenti, condivisa anche da altri settori di Fimmg e da altre sigle, e ha chiesto un incontro con le istituzioni per tentare una mediazione che possa evitare quello che sembra un tentativo di accontentare pochi a scapito di molti altri ma, cosa più grave, a scapito dei più giovani.

In base a quanto esposto risulta grave che, da un giorno all’altro un’elite di medici auto proclamati rappresentanti della continuità assistenziale e in evidente conflitto di interessi, poiché certi di rientrare nelle nomine, in accordo con la Regione e l’Asrem cambino il destino di altri colleghi che probabilmente dal primo giugno non potranno esercitare più la propria professione. Si tratta di medici, per la gran parte, formati alla Medicina Generale proprio in Molise che amano e conoscono il territorio.

L’elite proponente espone se stessa al rischio che il numero crescente di domande di iscrizione dalle altre regioni possa soffiare loro il posto e pone il sistema delle cure primarie al rischio di essere colonizzato da mercenari per nulla legati al territorio. E’ giusto che tali decisioni siano state prese in tempi rapidissimi e a porte chiuse? Quindi, in accordo con quanto espresso dagli Ordini dei Medici di Campobasso ed Isernia si sollecitano gli organi competenti, prima di attuare le modifiche paventate, ad aprire immediatamente un tavolo di concertazione con le parti interessate e verificare se il provvedimento è conforme alla normativa contenuta nell’Accordo Integrativo Regionale per la Medicina Generale nella speranza che venga salvaguardato il diritto al lavoro e la dignità professionale di questi medici”.

 

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