Continuità Assistenziale: impugnata dal Governo la Legge Regionale lucana

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Il Consiglio dei Ministri ha deciso, nella seduta N. 81 del 26 Aprile, di impugnare presso la Consulta la legge della Regione Basilicata che disciplina la Continuità Assistenziale, prevedendo anche retribuzioni forfettarie  rispetto a servizi non quantificabili.

Non si conosce la motivazione di dettaglio, in generale viene osservato che la legge in questioneLegge Regionale 28 febbraio 2018, n. 3, recante “Interventi in materia di continuità assistenziale”,  invade la competenza riservata allo Stato dall’art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, in materia di “ordinamento civile” (alla quale è riconducibile la contrattazione collettiva), e viola altresì il principio costituzionale di uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione.

In sostanza la Regione non si muoverebbe nell’ambito di una contrattazione decentrata su aspetti non normati o su prestazioni aggiuntive ma si muoverebbe nell’ambito della contrattazione nazionale che è di competenza statale.

Sulla legge impugnata , che era la risultante di un serrato dibattito con i Sindacati, c’è da sperare che la Consulta non trovi fondati i rilievi del governo, giacchè rimetterebbe il servizio di continuità nella situazione di precarietà nella quale era caduto per l’indisponibilità dei medici ad operare in condizioni particolarmente difficili. E in ogni caso, bisognerà leggere i rilievi del Governo per capire se la legge regionale è ancora emendabile per salvare la sostanza magari cambiando la forma.

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