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Sanità Molisana: un colabrodo. 11 milioni di euro in tre anni per rottamare 74 professionisti

asrem

asremUn lungo elenco di cifre pazzesche, lette in aula oggi, martedì 11 dicembre, durante la seduta dedicata al piano sanitario. In totale oltre 11 milioni di euro sborsati in tre anni per incentivare alte cariche della sanità molisana al pensionamento anticipato.

 

Si parte da due anni fa: il 23 dicembre 2010 sono state disposte 39 risoluzioni consensuali di rapporti di lavoro: 39 persone, medici veterinari e amministrativi di rango, sono andati via prima del tempo, intascando chi più chi meno cifre che oscillano dai 231 mila ai 78 mila euro. Unico caso, questo, insieme a un altro di 85 mila, che non supera quota 100 mila. Tutti gli altri sì….

 

Risoluzioni consensuali di rapporti di lavoro con la ASReM anni 2010/12pdf1

 

 Dunque nel 2010 l’Asrem sborsa 6 milioni di euro per i 39 selezionati. La storia si ripete l’anno successivo con 4 milioni e 200 mila euro. Si rottamano 29 pezzi da novanta il 30 dicembre 2011. E ancora quest’anno sei premiati scelti per un totale che sfiora il milione di euro. Ecco come si arriva agli 11 milioni e passa di soldi pubblici della sanità molisana, quella colabodro, offerti a professionisti invitati a fare spazio negli ambulatori o negli ufifci locali.
Tra questi  spiccano anche personaggi legati al mondo della politica: c’è il vicesindaco di Campobasso, Giuseppe Cimino, che per la risoluzione anticipata del contratto ha intascato 215 mila euro. C’è Antonio Lepore, fratello di Pierluigi, l’ex presidente Iacp, che ha preso 155 mila. C’è il dottor Sergio Di Vico, già vertice di zona sanitaria, oggi componente della costituente civica vicina a Massimo Romano: Di Vico ha ottenuto 213 mila euro. Spicca poi il nome del presidente dell’Ordine dei medici, Gennaro Barone: a casa con 159 mila euro. Senza dimenticare l’ex assessore regionale di centrodestra, Antonino Sozio, primo nominativo del 2012 incentivato con 170 mila euro.
Tanto basta al consigliere regionale della Federazione di Sinistra per denunciare che questa e non altre è la ragione «per la quale a Roma “bastonano” il Molise e “tartassano” i molisani. Ecco perché non possiamo riconsegnare i nostri destini al modello Michele», tuona Salvatore Ciocca.

L’attacco è frontale: «Decine e decine di incentivi all’esodo, pratica costata parecchi milioni di euro. Massiccio ricorso ai “comandi”, cioè trasferimenti (e quindi costi). La Regione Molise – così come certificato dai funzionari ministeriali –  ha aggirato le prescrizioni dettate dal Piano di rientro?». Ciocca non ha dubbi: sì.
«Iorio e i suoi uomini – insinua l’esponente di opposizione – ci lasciano in eredità solo macerie e fra queste la sanità colabrodo, che assorbe risorse ma taglia servizi. Situazione che hanno ideato per noi in questi tanti anni di potere». Sul ricorso agli incentivi, estratti tutti da Salvatore Ciocca da delibere e decreti dell’Asrem, i toni salgono per rabbia e perplessità. «La necessità del massiccio ricorso a tale pratica è rinvenibile, così come scrive Percopo, nella nuova mappa della sanità molisana, alle prese con la riorganizzazione, le dismissioni e gli accorpamenti dei servizi sanitari». Anche se «il Tavolo tecnico ha contestato duramente le modalità di azione e quindi si è deliberato di revocare ex nunc quegli stessi provvedimenti varati nel 2010 disponendo – per l’anno 2012 – il non utilizzo dell’istituto della rottamazione fatti salvi i procedimenti amministrativi avviati nell’anno 2010 con conclusione nel 2012».
Tuttavia restano casi noti: «Fra i rottamati a suon di migliaia di euro ci sono anche l’ideatore del movimento politico “Progetto Molise” e l’ex commissario liquidatore delle Asl che – da rottamato della Sanità con oltre 213mila euro –  adesso cavalca l’onda dei rottamatori di casa nostra». Senza dimenticare gli spostamenti rientranti nel cosiddetto istituto di comando, proibiti però dal piano di rientro cui è soggetta la Regione Molise.
«In 3 anni – ricostruisce sempre l’esponente della Fed – ben 168 professionisti hanno usufruito della possibilità concessa dalla legge ma espressamente vietata dalle prescrizioni del Piano di rientro dal deficit. Nel 2009 sono stati autorizzati 30 comandi, 49 nel 2010, 45 nel 2011 e 44 nell’anno in corso, questi ultimi con effetti che si dispiegheranno nel 2013. Come è arcinoto, il Tavolo tecnico del 20 luglio scorso aveva evidenziato la stranezza del massiccio ricorso alla pratica del “comando” che di fatto -secondo i funzionari ministeriali- si configura come assunzione. Fatto questo impossibile visto il regime di rientro dal debito al quale siamo sottoposti dopo le follie in ambito sanitario dei nostri “eroi”».
Nelle carte, così, solo nel 2012 «balzano agli occhi 4 assunzioni attraverso l’istituto del comando e 40 autorizzazioni al trasferimento presso l’Asrem di Campobasso (nella stragrande maggioranza dei casi da Pesaro, Ancona, Rimini, Modena, Treviso, Prato, Roma, Pavia, Milano, Melegnano, Parma, Bologna, Siena, Napoli, Pisa, Ferrara, Chieti, Benevento, Rovigo)». E così Ciocca non ci sta: «La Sanità – conclude – non deve più essere una merce di scambio». (sv) 

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