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Screening del colon retto: una svolta per il governo clinico

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Campobasso, 6 ottobre 2025

SNAMI Molise accoglie con grande soddisfazione il DCA n. 154/2025, con cui la Regione Molise e la struttura commissariale hanno approvato l’accordo quadro per la partecipazione dei medici del ruolo unico di assistenza primaria alla campagna di screening del carcinoma del colon-retto, in attuazione del Piano Nazionale di Prevenzione 2020–2025.

Si tratta di un risultato atteso e fortemente sostenuto dal nostro sindacato, che da tempo chiedeva di coinvolgere pienamente la medicina generale nelle attività di prevenzione e sanità pubblica, restituendo ai medici un ruolo attivo nella programmazione sanitaria regionale.

Grazie al nuovo disciplinare tecnico, i medici del ruolo unico parteciperanno attivamente al programma di screening, attraverso la distribuzione e la gestione dei kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci (FOBT), forniti dall’ASReM in collaborazione con le farmacie territoriali.

Per ogni assistito arruolato, è previsto un riconoscimento economico ai sensi dell’art. 47, comma 2, lettera B dell’ACN 2019–2021, che sancisce la piena attuazione del governo clinico come strumento di partecipazione e corresponsabilità del medico di famiglia nelle strategie di salute pubblica.

“Finalmente un segnale concreto nella direzione giusta – dichiara Federico Di Renzo, presidente SNAMI Molise –. Con questo provvedimento si valorizza la medicina territoriale e si riconosce ai medici di famiglia un ruolo strategico nel governo clinico e nella prevenzione. È un passo avanti che dà senso e contenuto alla riforma del ruolo unico.”
Un progetto condiviso per la salute dei cittadini

Il programma regionale prevede una stretta collaborazione tra medici di medicina generale, ASReM e farmacie, con un sistema informatizzato che garantisce tracciabilità, rapidità di refertazione e sicurezza nella gestione dei campioni.

SNAMI Molise sottolinea che questo risultato rappresenta un modello virtuoso di integrazione tra professionisti e istituzioni, e auspica che la stessa logica di collaborazione possa essere estesa anche agli altri programmi di screening oncologici.

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