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Bando USCA: quando la toppa è peggiore del buco

Il bando USCA, appena pubblicato, segue la disastrosa confusione generata del mancato rinnovo USCA ed è un sconfitta secondo SNAMI per 4 ragioni:

1. Tempistiche lunghe nella riattivazione USCA
Le USCA non si formeranno almeno prima del 20 luglio, un vuoto imperdonabile visto che già nei primi 20 giorni di assenza stiamo assistendo ad un picco di contagi che necessitavano assistenza al domicilio invece abbiamo assistito a una attivazione impropria dei già sofferenti settori di emergenza 118 e di assistenza primaria, con Medici di Medicina generale in affanno da due anni che si sono visti duplicare il lavoro in una sola settimana, non riuscendo comunque a garantire lo stesso livello di assistenza sanitaria ai cittadini come quello in precedenza delle USCA.

2. Il massimale orario di 38 ore
In un momento storico di grande carenza di medici, l’Azienda continua a imporre il massimale orario lavorativo settimanale a sole 38 ore ai pochi medici operanti? Questo comporta impossibilità per i medici che già lavorano di partecipare al bando USCA con possibilità che il servizio non venga attivato per incompatibilita oraria della maggioranza dei medici lavoranti in regione e non per reale carenza dei medici.

3. Il trattamento economico
Come se non bastasse il trattamento economico penalizza, anziché incentivare, il medico USCA. È vero che la paga è quella della guardia medica ma essa sarà priva di tutte le voci aggiuntive (quali indennità, reperibilità, responsabilità di sede, prestazioni aggiuntive) che rendono più attrattive le guardie mediche e meno questo bando.
Se consideriamo che alcune sedi di turistica sul litorale non sono state aperte per mancanza di medici ci si chiede dove vogliamo andare con un trattamento economico di questo tipo.

4. La comunicazione
La gestione delle notizie è stata quanto mai confondente: in pochi giorni abbiamo letto e sentito (rigorosamente da organi di stampa e non tramite comunicazioni ufficiali) di un rinnovo del servizio USCA e di una smentita della notizia precedente. Solo successivamente è arrivata la conferma prima dell’uscita del bando.
Tutto ciò ha generato panico tra i pazienti che avevano bisogno di assistenza, e confusione sia nell’opinione pubblica sia, soprattutto, nei servizi territoriali

SNAMI Molise, di concerto a FIMMG Molise, aveva chiesto un confronto con la struttura commissariale per trovare la soluzione migliore portando la voce dei medici che per oltre 2 anni si sono posti in prima linea nella lotta contro il COVID-19.
Esprimiamo pertanto soddisfazione, dopo le tante pressioni, per il ripristino del servizio, ma condanniamo i contenuti mortificatori del bando che non ha minimamente tenuto in considerazione il punto di vista dei protagonisti e degli stakeholder della medicina generale.

Chiediamo un tavolo di confronto per rideterminare i criteri del bando e programmare funzioni e mansioni delle unità speciali e delle potenziali possibili evoluzioni in relazione al DM77.

 

dott. Federico di Renzo

Segretario Organizzativo SNAMI Molise

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